venerdì 3 maggio 2013

Sammy il Gufo


In questi giorni ho scritto davvero diverse cose su questo blog. Ho scritto un po’ di tutto è vero, ma questa sera pensavo di scrivermi un po’ di me.
Tanto per farmi conoscere.

Questa sera vi voglio parlare del mio amore per i gufi, eh sì adoro i gufi, almeno dal 1999. E vi racconterò in breve, come è nato il mio amore per loro.

Era la sera di halloween del 1999, tutti si stavano preparando per andare a festeggiarlo, chi a bere, chi a ballare, chi a fare altro. Io non ero in vena di festeggiamenti quella sera, come non lo ero da un anno ormai. Si perché esattamente un anno prima il mio migliore amico “Jack” (lui si faceva chiamare così e lo chiamerò così sempre) ci aveva lasciato. (Ma questa è un'altra storia e non voglio intristirvi)



Quella sera, volevo esser lontano da tutti e dai festeggiamenti, quindi come stavo facendo quasi tutte le sere da un anno, presi la macchina e andai sull’appennino toscano. Quella sera però presi con me la tenda e tutto il necessario per un accampamento.

Dopo aver parcheggiato e scaricata tutta l’attrezzatura per una sicura campeggiata, mi inoltro nel bosco. Avevo una piccola torcia, e attorno sentivo i rumori notturni del bosco, un altro probabilmente avrebbe avuto timore, ma non io, non in quelle condizioni emotive. Probabilmente se avessi incontrato un animale feroce, tipo un lupo, non mi avrebbe nemmeno mangiato, gli avrei fatto pena, sicuramente. Comunque torniamo a noi.


Ad un tratto trovo una bella quercia, lì vicino c’era un piccolo spiazzo giusto giusto per la mia tenda. Mi accampo e mi sistemo sotto la quercia a scrivere e a pensare a me, al mio amico perduto e alla mia vita che stavo sicuramente sprecando in quel periodo e alla mia arte. Me ne stavo lì tranquillo, quando sopra di me sentii un leggero “uh uh uh”. Lentamente senza far rumore alzai gli occhi e tra i rami secchi e spogli trovai un gufo. Lo guardai, era buffo, se ne stava lì a osservare il bosco dall’alto, ogni tanto emetteva un leggero ma forte “uh uh uh”. Lui emetteva il suo canto, io pensavo, e scrivevo, ogni tanto lo sentivo prendere il volo per poi tornare nuovamente li. 



Mi incuriosiva il fatto che ovunque andasse, poi tornava sempre lì, e così passi tutta la notte ad osservarlo, fino a che non sopraggiunse Morfeo a prendermi.

Tornai su quel bosco per diverso tempo ancora, e il mio amico Gufo (si ormai dopo due mesi che trascorrevo la, era diventato un ottimo amico, soprattutto mi ascoltava, sembrava quasi rispondermi con quei suoi “uh uh uh”). Ogni sera, ogni notte lui era la, e mi ci ero affezionato. Strano? Non per me, in quel periodo mi sarei affezionato ad qualunque esser che mi avesse ascoltato e/o fatto compagnia.



Una notte scrissi una cosa per il gufo, che ho ancora nel mio libretto nero, ve la scrivo qua sotto:

 “oh gufo, libero di volare via, hai mille alberi in cui atterrare, e hai scelto questo. Ogni notte sono qua a romperti le scatole, ma tu non voli via. Ogni tanto spicchi il volo, e dopo poco ritorni, o sei tutto matto, o anche tu sei fedele a te stesso”

Credo che in fondo eravamo un po’ pazzi entrambi, sia io che il mio amico Gufo.
Io lo ero sicuramente, gli avevo dato anche un nome, lo chiamavo Sammy

Ecco questa è la storia di come è nato il mio amore per i Gufi…
Spero che vi sia piaciuta.







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